Vi racconto della ennesima triste vicenda capitata a me, che capita sempre a me, come credo a tanti altri colleghi. Cambiano i personaggi, cambia la location, ma la storia è sempre quella…
Ho cominciato a collaborare in pianta stabile (si fa per modo di dire eh…) con una cooperitiva che si occupa principalmente di immigrati per stendere, realizzare e coordinare, nel prossimo futuro, un progretto sperimentale di supporto alle famiglie.
Category Archives: Psycho
Identità Professionale? Un Evento Imprevisto Della Formazione…
Mi capita a volte di pensare a quanto sia faticoso per una/o psicologa/o sentirsi veramente tale, cioé sentirsi operativa, utile, efficace (e soprattutto pagata!).
OK, OK la immagino già la solita replica… sincera per carità ma – non me ne vogliate – sentita tante, troppe volte… la passione, e aiutare gli altri è un dovere e la vostra è quasi una missione, e blablabla…

Oh, sarà un caso ma con buona pace del giuramento di Ippocrate sono ben pochi i medici che non definirei eufemisticamente benestanti, e Florence Nightingale ha fatto quello che ha fatto anche perché aveva una famiglia ricca alle spalle e tutte le infermiere che conosco fanno quel mestiere per portare a casa lo stipendio e non certo per emulare le protagoniste di certi filmetti scollacciati di qualche decennio fa.
Adotta anche tu uno Psicologo!
Chissà se il famigerato decreto Bersani, oramai diventato legge, riservi anche a noi psicologi qualche piacevole sorpresa… No, dico… tra abolizione di costi delle ricariche dei telefoni cellulari e liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco magari spunta una noterella, un codicillo un capitoletto che stabilisce ed afferma che lo psicologo deve fare lo psicologo e che i non-psicologi non possono fare gli psicologi…
Una affermazione tautologica direbbe qualcuno, eppure… Eppure ad oggi tutti fanno quello che dovrebbe fare lo psicologo e lo psicologo, per sbarcare il lunario, si trova a dover fare di tutto.
Anche gli psicologi hanno un’anima
E alla fine questo momento è arrivato… come in quei brevissimi istanti prima di entrare in scena, in cui tutto è confuso e ovattato, dietro le quinte il soqquadro totale, sul palco un mutismo abissale, la platea in religiosa attesa. Tu non ti ricordi più la parte, non sai dove diavolo devi metterti e nelle orecchie senti solo il rumore del vortice di sangue pompato ad alta velocità dal tuo cuore. Quel vortice ti risucchia e ti ritrovi catapultato sul palco senza nemmeno sapere bene come.

